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    Storie dal Territorio

    Enrico Mattei: dalle Marche alla sfida del petrolio

    Da Acqualagna a Matelica, dalla conceria alla nascita dell’ENI: la storia del marchigiano che cambiò la politica energetica italiana e i luoghi in cui ritrovarla.

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    Fonti consultate:

    Enrico Mattei: dalle Marche alla sfida del petrolio
    Illustrazione anime originale · Interpretazione evocativa del luogo e del racconto, non ricostruzione documentaria.

    Due città marchigiane, una storia che guarda lontano

    Prima dei giacimenti e delle trattative internazionali ci sono due nomi sulla carta delle Marche: Acqualagna e Matelica. Enrico Mattei nasce ad Acqualagna il 29 aprile 1906; a Matelica, dove si trasferisce la famiglia, cresce e muove i primi passi nel lavoro. La sua vicenda comincia nell’entroterra, lontano dai grandi centri della finanza e dell’industria. [1][2]

    Alla conceria Fiore di Matelica entra come garzone e impara i processi chimici della lavorazione delle pelli, fino ad assumere responsabilità tecniche. Poi arriva Milano e l’attività imprenditoriale. Durante la Resistenza partecipa all’organizzazione delle formazioni partigiane cattoliche: il futuro presidente dell’ENI si forma quindi fra lavoro industriale, iniziativa privata e impegno politico. Sono passaggi diversi, che aiutano a capire la sua capacità di muoversi fra fabbriche e istituzioni. [1][3]

    L’AGIP da rilanciare e la nascita dell’ENI

    Nel 1945 Mattei viene nominato commissario straordinario dell’AGIP, con l’incarico di liquidarla. Sceglie invece di sostenerne il rilancio, puntando sulla ricerca degli idrocarburi e sul metano della Pianura Padana. L’energia diventa, nella sua visione, una leva per la ricostruzione e per lo sviluppo industriale del Paese. Il 10 febbraio 1953 nasce l’Ente Nazionale Idrocarburi: Mattei ne è il primo presidente. [2][4]

    La sfida prosegue fuori dall’Italia, in un mercato dominato dalle grandi compagnie note come “Sette sorelle”. Mattei cerca rapporti diretti con i Paesi produttori. La formula applicata all’accordo iraniano del 1957 combina una società paritetica con imposte e royalties: all’Iran va complessivamente il 75% degli utili, all’ENI il 25%. Non è una promessa di petrolio gratuito, ma un diverso equilibrio economico fra impresa e Paese delle risorse. [5]

    Il 27 ottobre 1962 e i luoghi della memoria

    Il 27 ottobre 1962 Mattei muore quando il suo aereo, proveniente da Catania, precipita a Bascapè, vicino a Pavia. Con lui perdono la vita il pilota Irnerio Bertuzzi e il giornalista William McHale. La ricostruzione del Dizionario Biografico Treccani distingue la prima conclusione di incidente dalla successiva inchiesta, riaperta nel 1995 e chiusa nel 2003, favorevole all’ipotesi del sabotaggio. Non furono individuati i mandanti: le rivalità economiche non bastano, da sole, ad attribuire responsabilità. [6]

    Per ritrovare questa storia nelle Marche puoi partire dalla casa natale di Acqualagna, allestita come museo multimediale con documenti e oggetti personali. A Matelica la piazza principale porta il suo nome; a Braccano il Museo Don Enrico Pocognoni racconta la Resistenza locale, includendo Mattei fra i protagonisti. Sono tappe diverse: la casa racconta la persona, il museo di Braccano il contesto della lotta di Liberazione. Prima della visita verifica aperture e modalità di accesso con le strutture. [7][8][9]