Perché cavalieri europei salivano sui Sibillini per cercare una profetessa?
La Sibilla Appenninica trasformò una grotta di montagna in uno dei luoghi più enigmatici dell'immaginario medievale europeo.
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La Sibilla Appenninica trasformò una grotta di montagna in uno dei luoghi più enigmatici dell'immaginario medievale europeo.
Il piccolo lago glaciale sotto il Vettore è circondato da leggende su Pilato, libri magici e riti proibiti. Ma storia e mito vanno separati.
Dai grandi capoluoghi ai piccoli borghi, nell'Ottocento le comunità marchigiane costruirono una rete di teatri sorprendentemente fitta.
Sentinum, Suasa, Potentia, Urbs Salvia, Falerio: molti grandi centri antichi non sono diventati città moderne e oggi riemergono come paesaggi archeologici.
Dall'Appennino ai centri collinari, i sismi hanno lasciato segni nell'urbanistica, nell'architettura e nella memoria collettiva della regione.
La transumanza collegava pascoli, vallate e territori lontani. Molti sentieri appenninici conservano ancora tracce di quel mondo pastorale.
Fiumi, sedimenti, lagune e bonifiche hanno spostato nel tempo la linea di costa, lasciando antichi porti oggi lontani dal mare.
Nel 207 a.C. l'esercito di Asdrubale Barca venne sconfitto nelle Marche: una battaglia decisiva della seconda guerra punica che cambiò il destino della penisola.
Dante rese immortali Paolo e Francesca. Gradara li ha trasformati in mito. Ma la documentazione storica è molto più sottile e interessante della leggenda.
Tarsie prospettiche, libri, strumenti, armi e illusioni ottiche: nel Palazzo Ducale di Urbino una piccola stanza racconta l'idea rinascimentale dell'uomo di potere.
Francesco di Giorgio Martini progettò una fortezza dalle forme sorprendenti. Oggi il borgo conserva anche ricostruzioni delle sue macchine militari.
Sulla via Flaminia, nella gola del Furlo, una galleria romana testimonia quanto fosse radicale l'ingegneria stradale dell'antichità.
Villa Imperiale nacque con gli Sforza e diventò una residenza di delizia dei Della Rovere, tra terrazze, giardini e cicli pittorici.
Nel Montefeltro il Prosciutto di Carpegna DOP lega stagionatura, clima e territorio in una delle produzioni più riconoscibili dell'entroterra pesarese.
Prima di diventare il teatro simbolo di Rossini, lo spazio era legato alle scuderie dei Della Rovere. La sua storia attraversa quasi quattro secoli.
La colonia romana fondata lungo l'Adriatico ha lasciato tracce sotto il centro cittadino: mosaici, domus e una storia urbana lunga più di duemila anni.
I coloni greci di Siracusa riconobbero nel promontorio dorico la forma di un gomito: da Ἀγκών, Ankon, deriva il nome della città.
Uno dei simboli romani di Ancona celebra l'imperatore che ampliò il porto. Ancora oggi sembra costruito per chi arriva dall'Adriatico.
Prima di diventare uno spazio culturale, il pentagono di Vanvitelli serviva a isolare persone e merci sospette per proteggere Ancona dalle epidemie.
Santa Maria di Portonovo sorge tra il Conero e l'Adriatico: un edificio essenziale che racconta monaci, isolamento e architettura medievale.
Il 26 dicembre 1194 Costanza d'Altavilla partorì il futuro imperatore in uno spazio pubblico, davanti a testimoni, nel cuore di Jesi.
Nel settembre 1860 le truppe piemontesi sconfissero l'esercito pontificio: una giornata decisiva per l'annessione delle Marche al Regno di Sardegna.
La risposta è legata alla leggenda del volo della Santa Casa e a una devozione che nel Novecento si è intrecciata con la nascita dell'aviazione moderna.
La scoperta della Grotta Grande del Vento trasformò Frasassi in uno dei sistemi carsici più celebri d'Europa.