Monte Pietralata: la montagna del Furlo e il profilo di Mussolini
Sulle rocce del Furlo, un intervento del 1936 trasformò il paesaggio in propaganda. La storia del profilo, della sua distruzione parziale e del monte che lo conserva.
Fonti consultate:

Un paesaggio che non è soltanto natura
Al Furlo il Candigliano attraversa la stretta fra Monte Pietralata e Monte Paganuccio. Pareti calcaree, boschi e acqua compongono il paesaggio della gola, ma le rocce raccontano anche il passaggio delle persone: la strada Flaminia, le gallerie e le cave hanno lasciato segni diversi, leggibili ancora oggi. [1][2]
Fra questi segni ce n’è uno legato al Novecento: il profilo di Benito Mussolini ricavato sul Pietralata. Non è una semplice somiglianza naturale scoperta per caso. Nel 1936 la Milizia Nazionale Forestale intervenne sulle balze del monte per rendere riconoscibile il volto del capo del regime fascista, sfruttando la prospettiva del versante. [1][2]
Il 1936 e un volto trasformato in simbolo
Il legame di Mussolini con il Furlo passava dalla Flaminia: nei viaggi fra Roma e la Romagna sostava nell’albergo della famiglia Candiracci. La pagina storica della Riserva ricorda un suo passaggio nel 1922. L’opera del 1936 si inserisce in questo contesto, portando l’immagine del dittatore fuori dagli edifici e dentro il paesaggio. [1][2]
La banca dati La Valle del Metauro riferisce che il profilo fu in gran parte distrutto da formazioni partigiane alla fine della guerra. Ciò che si osserva oggi va quindi distinto dall’immagine originaria. Per i dettagli della demolizione circolano ricostruzioni diverse: qui non attribuiamo ordini o singole azioni senza una documentazione concorde. La vicenda resta una traccia della propaganda fascista e della successiva rimozione dei suoi simboli. [2]
Dal racconto alla visita, con gli accessi da verificare
Per capire questa storia conviene guardare insieme montagna e fondovalle: il Pietralata, la strada e le tracce di lavorazione della pietra appartengono allo stesso territorio. La scheda della Gola del Furlo è il punto di partenza per orientarsi; la storia della galleria romana aggiunge un altro capitolo al rapporto fra roccia e intervento umano. Il profilo non va cercato avvicinandosi a cigli o versanti fuori sentiero. [2][3]
Accessi verificati il 22 ottobre 2026: il sito ufficiale della Riserva pubblica un divieto di transito veicolare, ciclabile e pedonale sul tratto della Flaminia interno alla gola, dopo la caduta massi del 9 settembre. L’avviso riguarda quel tratto e non certifica la chiusura dell’intera riserva. Prima di partire consulta le ordinanze e chiedi al Centro visite quali percorsi siano effettivamente aperti. [4]