Al Furlo i Romani scavarono una strada dentro la montagna
Ingegneria antica
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Sulla via Flaminia, nella gola del Furlo, una galleria romana testimonia quanto fosse radicale l'ingegneria stradale dell'antichità.
La Gola del Furlo è oggi una riserva naturale, ma per secoli è stata soprattutto un passaggio obbligato tra l'Adriatico e l'interno della penisola. La via Flaminia doveva attraversare questo corridoio di roccia e fiume.
Per rendere più agevole il percorso, i Romani scavarono direttamente nella montagna. La galleria maggiore viene tradizionalmente collegata agli interventi dell'età di Vespasiano nel I secolo d.C., accanto a un precedente passaggio più piccolo.
Il nome stesso Furlo viene ricondotto al latino forulum, piccolo foro: un toponimo che conserva la memoria della strada scavata nella roccia.
È uno dei punti delle Marche in cui paesaggio naturale e infrastruttura antica coincidono perfettamente: si osserva una gola spettacolare e, nello stesso momento, un tratto della rete che teneva insieme l'Impero romano.