Il tempio dell'opera di Macerata era nato per uno sport quasi dimenticato

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Prima di Aida e del Macerata Opera Festival, lo Sferisterio era un'arena per il pallone col bracciale, circhi, parate e perfino cacce di tori.

Il tempio dell'opera di Macerata era nato per uno sport quasi dimenticato
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Oggi lo Sferisterio è inseparabile dall'opera. Eppure non fu costruito per la lirica. Nella prima metà dell'Ottocento un gruppo di cittadini maceratesi finanziò una grande arena destinata soprattutto al pallone col bracciale, uno degli sport più popolari dell'Italia dell'epoca.

Il progetto definitivo fu affidato a Ireneo Aleandri. La grande parete rettilinea che oggi caratterizza l'acustica e l'immagine del teatro aveva una funzione perfettamente coerente con il gioco per cui l'edificio era nato.

Lo spazio ebbe una vita molto più eccentrica di quanto suggerisca oggi l'elegante colonnato neoclassico: ospitò feste, giostre, parate equestri, manifestazioni sportive, circhi e perfino cacce di tori.

La trasformazione in luogo della lirica arrivò progressivamente. Nel 1921 vi fu rappresentata Aida, aprendo una storia musicale che avrebbe reso internazionale un edificio progettato quasi un secolo prima per tutt'altro scopo.

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