Servigliano fu ricostruita quasi da zero come una città ideale del Settecento

Urbanistica & curiosità

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Una frana rese insicuro il vecchio abitato: nel XVIII secolo il paese venne trasferito e ridisegnato con una pianta razionale quasi geometrica.

A metà Settecento il vecchio abitato di Servigliano era minacciato da frane e infiltrazioni. Dopo anni di discussioni si scelse una soluzione radicale: abbandonare il centro antico e costruirne uno nuovo in pianura.

Nel 1771 papa Clemente XIV autorizzò formalmente la ricostruzione. Il nuovo centro, chiamato Castel Clementino, venne impostato secondo criteri razionali tipici della cultura urbanistica settecentesca.

La pianta regolare, vicina a un quadrato, con assi viari leggibili e porte simmetriche, rende Servigliano quasi un esperimento di città pianificata nel cuore del Fermano.

È una storia sorprendente perché l'ordine geometrico che oggi sembra naturale è in realtà il risultato di una vera rifondazione urbana.

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